mercoledì 15 maggio 2013

Una folata di vento e altre casualità

Frittelle di petali di magnolia




Cosa avranno in comune l'acquisto di un libro di cucina vintage a un mercatino del'usato, l'attrice premio Oscar Sophia Loren e la folata di vento che ha sospinto nel giardino di casa i petali della magnolia dei vicini?
Questa ricetta, proposta dalla diva del cinema nel suo libro di ricette, edito nel 1971,  "In cucina con il cuore", trovato in una riedizione economica BUR del 1985.
Oserei dire bizzarramente, perché l'attrice campana ce la saremmo, forse, aspettati maggiormente alle prese con una pastiera o un babà.
Un libro che presenta ricette frutto di ricordi di preparazioni di famiglia, insieme a elaborazioni di vivande gustate in giro per il mondo, durante i viaggi o le trasferte per le riprese dei suoi film; tutte, comunque, rielaborate con quel buonsenso che le rende facilmente realizzabili, come si conviene a una brava casalinga. 
A riprova, forse, di quanto sostiene in proposito, l'amica Alida, che afferma che la "casalinghitudine" è una dimensione trasversale, che accomuna tutte le donne, sia quelle che la va segretaria alla commessa, dalla manager alla donna delle pulizie e quindi, perché no, anche alla diva del cinema.
Che, comunque, nelle sue scelte dolciarie - avendo anche affermato che certe preparazioni, per complessità e ricchezza di ingredienti è preferibile acquistarle pronte - si mantiene, in generale, leggera. 
Perché, parafrasando un famoso libro che, qualche anno fa, ha goduto di straordinario successo editoriale, le italiane non ingrassano; o, almeno, possono provarci.
Di seguito, quindi, la ricetta originale; poscia alcuni suggerimenti per la preparazione.


"Potrà sembrare una stranezza, questo piatto, ma è nella tradizione classica rinascimentale. In certe parti d'Italia si fa ancora nei pranzi molto raffinati. Sono petali, ve lo assicuro, sublimi: la felicità maggiore sta nel trovarli. Nella mia casa di Marino, sui colli romani, ci sono tre gigantesche piante di magnolie, nello spiazzo dell'ingresso principale. Nelle sere di prima estate il loro profumo delicato e sottile arriva nella mia stanza da letto. Ed è l'annunco dei giorni piei di sole, dei cieli blu, dei verdi ricchi ed esplosivvi delle piante, dei bei frutti maturi. C'è da scegliere, fra le mie magnolie - e io seleziono quelle i cui petali sono abbastanza carnosi ma morbidi. Poi, in cucina, li ammannisco nella maniera che segue.Si fa una pastella con un etto di farina, due chiare d'uovo e un etto di zucchero; vi si bagnano i pelali in modo che siano coperti da ogni lato, ma senza lasciarveli cadere dentro, si friggono in olio abbondante finchè diventino dorati. Si passano sulla carta asciugante, per togliere l'unto e si spruzzano di zucchero. Posono appresentare una sorpresa brillante per i vostri ospiti.

Varianti: invece dei petali di magnolia, potete cucinare allo stesso modo fiori di arancio, di acacia o di violette."

Per quanto riguarda la pastella si ottengono ottimi risultati diminuendo almeno della metà la quantità di zucchero, visto anche che i fiori vengono, dopo la cottura, ancora spolverati con il medesimo. La quantità d'olio, invece, deve essere abbondante, di semi,  e contenuto in una pentola abbastanza capiente, dal momento che i petali, durante la cottura, gonfieranno, diventando in altezza di dimensioni della metà della larghezza; occhio quindi a quali sceglierete, preferendo, possibilmente, quelli più piccoli, onde evitare di trovarsi con delle frittelle grandi come cotolette.
Il sapore è particolare, fiorito e piccante; vale la pena di provarle, almeno una volta nella vita, soprattutto se le offrite ai vostri ospiti (e non di più se ci tenete al vostro, di giro vita: che è poi il semplice trucco usato dalle francesi e dalle italiane; o almeno da quelle che, veramente, non ingrassano...).

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