lunedì 4 febbraio 2013

Un tè con Elisa

Torta di riso o degli addobbi





Una telefonata dell'amica Elisa, la settimana scorsa, con un invito a vedere la sua nuova casa e la gatta Palmira
- la cui foto ho già visto su Facebook, ma che dal vero, dice Elisa, è meno grassa, nonostante le mie perfide insinuazioni - con la promessa, oltre che di buona conversazione, di un te con una torta di riso tipica dell'Emilia, regione di origine di suo padre, ferrarese di nascita; come - ma soprattutto perché - rifiutare?

E quindi sabato prendo la metropolitana e, fermata Pozzo strada, la vado a trovare.
Che dire? Bella la casa, buona la torta e, in quanto alla gatta...beh, diciamo che è un tipo.

Per un té tra signorine (con felino)

1 litro di latte
2 etti abbondanti di riso, meglio se da minestra
la buccia grattugiata di un limone
4 uova
12/15 amaretti sbriciolati
150/200 gr di zucchero (a seconda dei gusti)
canditi
uvetta


Fare cuocere nel latte il riso insieme alla buccia di limone e alla zucchero,fino a che non ha assorbito tutto il liquido. Fare raffreddare e quindi aggiungere gli amaretti , le uova, i canditi e l'uvetta. Versare il composto in una teglia unta e rivestita di pane grattugiato e infornare in forno caldo per 35/40 minuti a temperatura media, fino a che l'impasto non è asciutto. 
Sfornare quando è completamente fredda onde evitare inconvenienti strutturali. 
Acquista di sapore se mangiata il giorno dopo.

Questa la versione di Elisa che, rispetto alla ricetta originale, depositata presso l'Accademia Italiana della Cucina, presenta elementi spuri (l'uvetta) e varianti (l'uso di amaretti al posto delle mandorle) .
Trattasi comunque di ricetta interessante proprio per l'uso di riso che la rende simile ai pudding d'oltremanica.
Nella versione originale andrebbe inoltre servita tagliata a rombi - come per la crema fritta o frittura dolce - e spennellata di maraschino. Questo dolce, tipico della città di Bologna - dove pare venisse preparato in particolare per la festività del Corpus Domini (10 giugno), che vedeva tutta la città addobbare le sue finestre in occasione della relativa processione (da cui il nome) - pare essere comunque diffuso anche in altre zone della regione.


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