giovedì 23 febbraio 2012

Tazze da tè di porcellana finissima dipinte con faccine orientali







Chi le ha viste?
Ditemi, vi prego, se vi capita di avvistarle in qualche mercatino di Torino e provincia, mi piacerebbe ricomprarle (accetto con gratitudine anche generose donazioni di tazze spaiate).

Ricordo che giravano per casa già dalla fine degli anni '60 - io sono del '66 e, nel mio piccolo, ricordo di quando ero seduta sul seggiolone per mangiare, di com'era il mio bavaglino preferito e, più avanti della sera in cui al telegiornale hanno annunciato della fine della guerra del Vietnam - anche se già allora non erano più sei. 

Attualmente sono rimaste in due.

E sì, perché queste tazze sono di una porcellana veramente finissima (cinese? giapponese?) molto delicata, e proprio in questo consiste la loro bellezza, oltre al fatto che sono dipinte sia all'esterno che all'interno; perfette per contenere tè molto chiari, come i tè verdi o i tè aromatizzati al gelsomino. 

Sorbire il tè da queste tazze è un'esperienza sensoriale completa, perché mentre si avvicina la tazza alle labbra, prima del sapore della bevanda, se ne apprezza la leggerezza del peso, poi l'aroma del tè, molto intenso data la larghezza dell'imboccatura, a seguire il calore che investe le narici, il colore lievemente ambrato della bevanda in contrasto sulla superficie della tazza e, infine, la trasparenza, vedendo le faccine dipinte con tratti sottili color oro tremolare sullo sfondo di porcellana...

So per certo che queste tazze sono state prodotte in vari colori:  un'amica della mamma una volta disse di aver posseduto una versione del servizio di colore rosso.

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