domenica 5 febbraio 2012

Fricandò! Cronaca di una mattinata sfortunata e lieto epilogo pomeridiano

Spezzatino di vitello con patate




Capitano a tutti di quelle giornate che, già dalla partenza, iniziano con il piede storto, per poi proseguire sulla stessa falsariga...
Antefatto: il parcheggio delle auto a Torino è ormai, da anni,  a pagamento in quasi tutte le zone - da 65 cent a 1,50 euro, a seconda della centralità della zona - tranne poche  zone a parcheggio libero; i residenti, tuttavia, possono una volta registrati all'anagrafe, limitatamente alla zona di residenza, stipulare un abbonamento annuale a costo agevolato.

Venerdì pomeriggio - dopo mesi di parcheggio in lontane zone non a pagamento e chilometri a piedi per raggiungere la macchina, nell'attesa che arrivasse a casa un attestato di residenza (ancora aspetto), guardati  gli orari su internet ho scoperto che gli uffici GTT erano aperti anche il sabato in orario continuato fino alle 19. 

Quindi sabato mi sono avviata all'ufficio più vicino in corso Francia...poca gente, prendo il biglietto, aspetto 10 minuti e nel frattempo un'addetta mi chiede che tipo di pratica dovevo fare - glielo dico, ma scopro che l'abbonamento in questione non si poteva fare perché il terminale non funzionava - vengo comunque indirizzata agli uffici di via Cavour o di Porta Nuova; vado a prendere la metropolitana. All'ingresso un'altra sorpresa...tutti i tornelli erano bloccati - immagino per il freddo - e all'obliterazione provvedeva un'addetta con un timbro ad inchiostro.

Arrivo a Porta Nuova - ormai sono circa le 11 e un quarto - e, vicino al binario 22 trovo l'ufficio abbonamenti: prendo il numero e scopro che davanti a me ho una trentina di persone; vado a fare un giro alla libreria Einaudi (ormai Porta Nuova è un centro commerciale) e trovo un libro sulla cucina canavesana che cercavo da tempo; bene, lo prendo, c'è anche il 15% di sconto; alla cassa scopro che o lo sconto è solo per i tesserati (e io sono stufa di tessere, non mi stanno più nel portafoglio! Fatemi un'unica tessera per tutti e non ne parliamo più!).

Torno nell'ufficio GTT, aspetto ancora dieci minuti e arriva il mio turno; niente da fare, non c'è l'addetta: ha telefonato che tarda, ma non si sa bene a che ora arriva; dico che aspetto, almeno per un quarto d'ora, visto che ormai sono arrivata fino a lì.

L'impiegato mi dice che sicuramente mi avvertirà quando arriva. 

Mentre sono seduta rimuginando sul fatto che non capisco perché, all'anima della flessibilità, in certi uffici se manca una persona non ce ne sia un'altra che possa svolgere la stessa mansione, sento rumoreggiare un signore fino a dieci minuti prima seduto vicino a me...scopro che anche lui ha fatto la stessa trafila da un ufficio all'altro della città, e che il problema non è l'assenza dell'addetta ma un guasto del terminale preposto all'operazione, che verrà aggiustato e sarà disponibile solo dopo le 13.30 (cambio turno?).

A quel punto desisto dall'indagare e me ne torno a casa, dopo aver perso la mattinata e preso un sacco di freddo, non dimenticandomi di pagare le ore di parcheggio del pomeriggio...

Per fortuna che la sera prima, in previsione, avevo cucinato un bel fricandò...

Ingredienti per consolarsi di una mattinata andata storta:

3 belle patate pelate e tagliate a dadini non troppo piccoli
3 etti spezzatino di vitello, tagliato non troppo grosso (ci va un po' di "bel doit", bel garbo, nella cucina come nella burocrazia...)
due cucchiai di olio
uno spicchio d'aglio
un rametto di rosmarino
una foglia d'alloro
due cucchiai di concentrato o una tazza di passata di pomodoro 
due tazze d'acqua.
trito di spezie da arrosto (paprica, curry, saporita...)

In una pentola a pressione mettere l'olio, il rosmarino, l'aglio e l'alloro, scaldare fino a che non sfrigola e aggiungere i pezzi di carne. 
Fare rosolare fino a che la carne non si schiarisce, aggiungere le patate, le spezie,  il pomodoro: io ho usato la passata ma ricordo che mia madre usava il concentrato; il risultato è quasi lo stesso, ma forse con il concentrato è meglio, tanto il sugo serve più che altro per il colore, non deve diventare troppo rosso, deve anzi essere un po' cremoso per il disfarsi delle patate.
Aggiungere l'acqua, chiudere e cuocere a pressione per circa una mezz'ora; qualora l'acqua non si fosse consumata cuocere ancora fino a raggiungimento di una consistenza cremosa -ossia le patate non devono disfarsi, ma cedere amido al sugo. Salare alla fine, per non indurire la carne.

Una ricetta perfetta per una giornata invernale; il nome di chiara derivazione francese, in altre regioni italiane corrisponde ad altro tipo di preparazioni, sempre però a base di carne.
Comunque tornando alla questione abbonamento: nel pomeriggio sono finalmente riuscita a ottenerlo, e anche subito!!!
Per merito del clima che ha dissuaso molti a uscire di casa, del corretto funzionamento dei terminali, della presenza degli addetti o del fatto che ero satolla e rinforzata di buon spezzatino? 
Chissà...

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