martedì 4 marzo 2014

Polentologia 10 - la romanza

La canzone della polenta





Una chicca antiquaria, "La canzone della polenta", musicata dal compositore Luigi Denza (Castellammare di Stabia, 1846 - Londra, 1922 ) l'autore di Funiculì Funicolà - con parole del Pompiere (chiunque esso sia stato).
Questo lo spartito, di cui esiste un'interpretazione del tenore Francesco Daddi (Napoli, 1864 - Chicago, 1945) per opera della 78 RPM International Talking Machine Odeon.


Il video qui


LA POLENTA 
(versi senza sale)


Un bel dì fra l'Oglio e il Brenta
Venne al mondo la polenta.
Nella patria d'Arlecchino
Nacque poscia il polentino
E dall'ali d'un Capone
Oggi è schiuso il polentone;
Salve o polenta piatto da re
I tuoi fedeli proni al tuo piè
Cantano in tono d'a-la-mi-rè 
Polè, polè, 
a-la-mi-rè-
polè, polè, a-la-mi-rè
a-la-mi-rè 

La gran manna del deserto
Così buona e saporita
Non era altro - ormai l' è certo
che polenta travestita.
Era il cibo degli dei
La polenta con gli usei.

Di polenta e farinata
Noi qui siamo successori,
e compongon la brigata 
Vati, musici, pittori,
mimi, comici, cantanti,
Giornalisti e tutti quanti.

Di polenta cavalieri
Abbiam croci, abbian commende.
Per insegna due taglieri,
Con un mestolo che pende; 
Siam divisi in due legioni: 
Polentini e Polentoni.

Il Gran-turco sia lodato
Che ci da' la sua farina...
Il più grande polentato
Dell'Europa egli è in cucina.
Guai se alcun toccar si attenta
I pascià della polenta !

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