sabato 31 agosto 2013

La cuoca caparbia e il fico riottoso - parte III

Marmellata di fichi acerbi all'anice





Ultimo round della lotta stagionale tra la cuoca cialtrona e le sue piante di fichi: la produzione di una marmellata che, nonostante l'acerbità dei fichi, riesce a risultare dolce, e molto adatta ad accompagnare, durante le stagioni fredde, la degustazione di formaggi locali.
Quest'anno, in una versione sperimentale, aromatizzata al gusto di anice: irresistibile - e già sperimentata - come accompagnamento anche di tarallini salati.
Appena in tempo prima della grandinata e terribile fortunale che, oltre a pelare - letteralmente  - gli alberi di frutti e foglie, ha gravemente danneggiato case e vetture, qui a Rivoli, come in altri comuni dell'hinterland torinese.

Per taralli o per formaggi

2 - 3 kg fichi acerbi
1  kg zucchero
1 cucchiaio di liquore all'anice

Lavare e privare i fichi del picciolo, tagliarli a piccoli pezzi - ovviamente senza privarli della buccia - e metterli a cuocere in una pentola capiente con un po' d'acqua, facendo attenzione che non attacchino. Questa operazione può essere realizzata anche il giorno prima di preparare la marmellata. Con un mixer a immersione frullare i fichi cotti prima di aggiungere lo zucchero e continuare a cuocere fino a che la marmellata non gelifica (farà fede la prova piattino). Non occorre in questa marmellata aggiungere la pectina perché sarà già prodotta in abbondanza dalla buccia di fico presente, e, poiché il frutto è per sua natura molto dolce, non sarà necessario eccedere con lo zucchero.
A fine cottura aggiungere il liquore all'anice. Invasare ancora calda in vasetti ben lavati e sterilizzati in acqua o nel forno a 100-150 gradi, da chiudere, rivoltare e lasciare raffreddare perché la chiusura diventi ermetica

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