sabato 26 gennaio 2013

La vera pizza del Re di Napoli

Vera pizza napoletana




Un altro sabato, l'occasione per un giro in un nuovo mercatino dell'usato, avvistato nel corso dei miei spostamenti Torino Rivoli in corso Francia, altezza villa La Tesoriera.

Bottino dell'incursione un giallo di McCall Smith e un libro di cucina di modernariato (anno di pubblicazione 1971) della benemerita collana I libri pocket - Grandi successi in edizione tascabile della Longanesi & C., Lo snob in cucina, scritto e riedito, dall'originale di Doubleday & Co. di New York - in lingua inglese, e tradotto da Lucia Usellini  - da Simonetta Fabiani  e illustrato da Giovanni di Borbone Principe delle Due Sicilie, come precisato nella controcopertina.

E  proprio qui la faccenda inizia a farsi interessante... Perché nella prefazione l'autrice, oltre a parlare delle vicende che l'hanno condotta a scrivere questo libro, fa intuire - e anzi, le cita proprio- come certe ricette siano dovute  alla penna del Borbone...

Della cui ricetta della pizza - di cui si specifica che risale al tempo in cui Napoli era capitale delle Due Sicilie - trattandosi di appartenente al ramo Borbone di Napoli, non possiamo, ovviamente, far altro che fidarci.


Per una pizza da Re
dosi per l'entrée - o la rentrée? -  di 6 /8 teste coronate (praticamente il Congresso di Vienna)

"Questa ricetta risale al tempo in cui Napoli era capitale del Regno delle Due Sicilie, con tutto il sapore e la semplicità di quei piatti,così caratteristici di quella splendida gente che vive in uno dei più bei posti che Dio abbia creato.

2 cucchiai di lievito fresco
2 tazze di latte
5 tazze di farina
3 tazze di pomodori pelati
1/2 tazza di sugna (io ho usato lo strutto, più facile da trovare in commercio n.d.A)
1 cucchiaino di sale
Mozzarella
Un po' di parmigiano
Origano
Olio d'oliva

"Sciogliete il lievito in un bicchiere di latte mescolando accuratamente. Versate 1 tazza e 1/2 di farina in questo preparato. Lavorate a lungo la pasta e sistematela in una marmitta, copritela con un tovagliolo pulito lasciando riposare il tutto in luogo tiepido da uno a tre quarti d'ora finché avrà quasi raddoppiato il volume. Intanto fate bollire i pomodori perché formino una salsina piuttosto concentrata. Quando la pasta avrà raddoppiato il volume, incorporateci altre 3 1/2 tazze di farina stemperando con il resto del latte. Aggiungete a questo impasto la sugna, il sale e ricominciate a lavorarlo. Quindi copritelo e lasciatelo nuovamente lievitare.
Quando la pasta avrà di nuovo raddoppiato il volume, dividetela in pezzi della grossezza di un arancio e appiattiteli: dovranno risultare del diametro di un piatto da tavola, di spessore basso. Rialzate i bordi tutt'intorno e cospargete di salsa di pomodoro. 
Coprite con fettine di mozzarella, un pizzico di origano e un pizzico o due di parmigiano grattugiato e cospargete di olio d'oliva. Appoggiate le pizze su fogli di alluminio e mettetele in forno molto caldo (250°), lasciate cuocere finché i bordi non avranno formato una bella crosticina dorata. Servitele bollenti. Ripetere questa operazione per ogni pizza."

Come noterete in foto, non ho utilizzato l'origano come da ricetta, ma il basilico; desidero precisare, a scanso di polemiche pericolose per gli equilibri della politica interna del Paese che non si tratta di una posizione filosabauda o antiborbonica, ma semplicemente del fatto che ero momentaneamente sprovvista del primo...e comunque, oltre al fatto che anche a Napoli l'ho sempre mangiata così, a me, la pizza con il basilico, piace di più.
Detto questo, qualsiasi erba aromatica scegliate, il risultato è una pizza degna del suo titolo...nobiliare.

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