giovedì 1 novembre 2012

Valedera e Luciaspina

Tortelli di zucca alla mantovana della signora Lina







C'erano una volta Luciaspina e Valedera; facevano entrambe le scuole elementari - non le stesse, perché una abitava in città, l'altra nella frazione agricola della stessa cittadina - quando si erano conosciute durante una calda estate trascorsa presso un centro estivo.

E, nel corso degli anni, ognuna seguendo un suo differente percorso si erano sempre frequentate; quanti pomeriggi domenicali passati a giocare - a palla, a volano, con le bambole, inventando trasmissioni radiofoniche con un registratore - e quante merende e scampagnate in montagna con i genitori; poi più tardi, il cinema, lo shopping, i primi amori...

Poi per anni - chissà poi perché - non si erano più sentite; la vita aveva diviso i loro interessi e destini: sposata l'una, con lavoro e famiglia, l'altra dedita allo studio e all'università; due destini differenti eppure in qualche modo uniti, dai giochi e aspirazioni da bambine e dalla conoscenza di storie e abitudini di famiglia.

Quando si fa un trasloco riemergono, si sa, brandelli di vita accantonati, anche se non dimenticati: come la ricetta dei tortelli di zucca datami tanti anni fa dalla signora Lina - come Lina, non un diminutivo, e che di secondo nome faceva Placida - la madre della mia amica Luciaspina; che era di origine astigiana ma, avendo sposato un mantovano, da brava casalinga cucinava, per le festività, la ricetta tipica della famiglia del marito.

Perché la signora Lina era la casalinga più precisa, metodica e organizzata che abbia mai conosciuto, e portava avanti la sua casa come un'azienda, con compiti, orari e pasti perfettamente sincronizzati, tanto che i familiari sapevano, a seconda del giorno cosa avrebbero trovato in tavola.

E, nonostante  il giorno delle grandi pulizie, sapessero che avrebbero trovato ad attenderli un piatto "freddo" ossia un'insalata con salumi o formaggi - che poi è quello che accade quotidianamente in molte case - perché l'impegno richiesto non consentiva di preparare di più, nessuno dei suoi familiari si è mai lamentato; perché la cucina della signora Lina - e  lo dico per esperienza diretta - era assai buona, nel modo in cui sanno esserlo le cucine tradizionali, fatte con ingredienti di prima qualità e con l'amore, la cura  e l'attenzione alla salute e al benessere dei propri cari...

Per una famiglia tradizionale 

Per la pasta: 
2 hg farina
2 uova
un pizzico di sale

Per il ripieno:

1 kg di zucca bella soda (possibilmente mantovana)
8 amaretti
la scorza grattugiata di un limone
1 pera e 2 ciliegie di mostarda di Mantova o di Cremona
parmigiano reggiano grattugiato (non c'è l'indicazione, ma direi 4/6 cucchiai)
noce moscata qb

Preparare la pasta e tirare la sfoglia come di consueto.
Pelare e tagliare la zucca e metterla a cuocere in pentola a pressione per cinque minuti dal fischio della valvola.
Preparare il ripieno con la polpa di zucca cotta e schiacciata, gli amaretti sbriciolati, la scorza di limone, i frutti tritati della mostarda, il parmigiano e la noce moscata; amalgamare bene il tutto e utilizzare per riempire i tortelli.

I tortelli hanno la forma di agnolotti, solo di dimensioni maggiori; vanno preparati subito, perchè il ripieno è troppo umido per poter conservarsi.
Si condiscono con il ragù o con burro fuso e salvia

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