lunedì 27 gennaio 2014

Due di tutto

Focaccia alla melassa e miele




Ognuno, si sa ha le sue piccole ossessioni, alle quali è difficile sottrarsi; tra mie, molteplici e assortite, spiccano quelle del controllo della chiusura dei vari congegni - gas, acqua, porta, fari dell'auto - e del controllo della presenza degli oggetti - chiavi dentro la borsa, cellulare - in un continuo check in volto alla prevenzione di danni peggiori - dall'esplosione della casa, al rimanere bloccata con l'auto e al rimanere chiusa fuori, dalla casa e dall'auto.
Il che non implica che io sia una persona particolarmente fanatica o insicura, ma solo un animale reso prudente dall'esperienza: che, pur non essendo particolarmente disattenta mi ha insegnato che, al minimo abbassarsi dell'attenzione, tutto può accadere. O, in poche parole, che, se la Fortuna è cieca,  la Sfortuna è, al contrario, ipermetrope.


Un capitolo a parte, invece, è quello relativo agli acquisti: che, se per retaggio familiare devono essere economici, nel mio caso si trasformano anche in doppi. "Uno per me e uno per un'amica", è il mio motto - anche perché amo acquistare i regali prima delle scadenze canoniche, onde evitare di scapicollarmi all'ultimo minuto; il che sarebbe anche un dato positivo, non fosse poi per l'impegno mentale e fisico (ribaltamento di tutti gli armadi di casa) che devo poi affrontare per ritrovare il posto dove ho accuratamente nascosto i medesimi. 

In realtà, dietro a questo tipo di acquisto c'è anche l'inespressa paura di non ritrovare poi in commercio l'oggetto - ovviamente indispensabile - in questione. E quindi di averne un secondo di scorta. Un po' come in quella commedia americana del 1966 - l'anno della mia nascita, sarà un caso? - , Due assi nella manica (Not with My Wife, You Don't!), con Virna Lisi, Tony Curtis e Tank Martin, dove lei, contesa tra due piloti dell'aeronautica americana, confessa di aver sempre avuto bisogno, per insicurezza, di due oggetti di tutto, fin dall'infanzia.

Ma, tornando all'argomento del post, l'oggetto in questione, in questo caso è una focaccia, anzi, due; non perché possa mangiarle entrambe - o, se per questo, conservarle, essendo il freezer, per il motivo di cui sopra, già oltre i limiti di capienza - ma perché una era destinata all'amica Luciana, che dovevo andare a trovare per visitare la sua nuova casa, e una per la colazione della settimana.

Che poi anche Luciana avesse, nel frattempo, preparato una bella torta di mele è, ovviamente, un dettaglio non trascurabile, soprattutto data la bontà della medesima...

Perchè "two is megl che one"
dosi per due focacce

400 gr farina 00
2 uova
2 limoni (la buccia grattugiata di entrambi, il succo di 1)
200 gr miele
80 gr burro
2 cucchiai melassa
2 pizzichi di sale
2 cucchiaini bicarbnato
miele e zucchero qb per glassare le focacce

In un pentolino sciogliere a fuoco lento il burro insieme al latte, unendo alla fine il miele e la melassa, e mescolando fino a che non sono bene amalgamati; lasciare raffreddare. In una ciotola capiente mescolare farina, sale, bicarbonato, limone, impastare con le uova e con il composto di latte burro e miele.
Versare il composto in due teglie imburrate e infarinate e cuocere in forno caldo a temperatura moderata 180° per circa 20 minuti, fino a quando le focacce non saranno ben colorite; lasciare riposare in forno prima di toglierle dalla teglia. Spalmare con miele la parte superiore e spolverare di zucchero.

La ricetta della focaccia si ispira a quella riportata sul Manuale di cucina di Nonna Papera; l'idea di sostituire il miele è stata dettata dalla carenza del medesimo; la melassa è stata acquistata in uno degli alimentari arabi di Porta Palazzo.

E la torta di Luciana, qualcuno si chiederà?





Per quanto riguarda l'ottima, profumata, morbidissima, torta di Luciana, la ricetta è stata reperita sul sito di Giallo Zafferano, dopo lunga e paziente sperimentazione su varie ricette analoghe...

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