giovedì 5 luglio 2012

W la pappa col pomodoro!

Pappa al pomodoro






"Evviva, evviva!...
Oggi a desinare si è finalmente cambiato minestra!... Abbiamo avuto una eccellente pappa col pomodoro alla quale le ventisei bocche dei convittori dei collegio Pierpaoli han rivolto con ventisei sorrisi il più caldo e unanime saluto...
Noi della Società segreta ci si guardava ogni tanto con un sorriso diverso da tutti gli altri perché sapevamo il mistero di questo improvviso cambiamento.
Chi sa che tragedia era successa in cucina!..."





Ovviamente sto parlando della pappa al pomodoro che nell'immaginario collettivo italiano è ormai legata indissolubilmente a Il giornalino di Gian Burrasca, il libro per ragazzi scritto da Vamba (pseudonimo di Luigi Bertelli) e pubblicato, come nella tradizione dei feuletton, prima a puntate sul Giornalino della Domenica (da lui creato e diretto) nel 1907, per poi trovare la sua pubblicazione definitiva in volume nel 1911 a opera dell'editore Bemporad  (oggi Giunti) di Firenze.
Il giornalino di Gian Burrasca - che consiglio, a chi non ha avuto ancora la fortuna, di leggere e di apprezzare nella veste grafica originale, con le illustrazioni dell'autore, che viene tuttora mantenuta in certe edizioni - rientra nel filone di racconti di ragazzi turbolenti e avventurosi che sul finire del XIX secolo venivano rappresentati dai grandi autori per la gioventù: A Bad Boy's Diary (1880) dell'americana Metta Victoria Fuller (che pare ne sia la fonte non dichiarata), Le avventure di Pinocchio (1881) di Carlo Collodi, Le avventure di Tom Sawyer (1876) e Le avventure di Huckleberry Finn (1884) di Mark Twain.
Nonostante la grande fortuna editoriale di questo classico della letteratura per ragazzi - con più di 150 ristampe dell'edizione originale solo in Italia, senza contare le stampe di altre case editrici -  il personaggio deve parte della sua grande popolarità all'omonima serie televisiva prodotta dalla RAI , diretta dalla regista Lina Wertmuller e mandata in onda sulla televisione nazionale nel  1964-1965, con una giovanissima Rita Pavone come protagonista e con le musiche di Nino Rota come colonna sonora.
Ovviamente il successo della serie non poteva che essere proporzionale alla grande levatura dei professionisti coinvolti, quello che oggi si direbbe un cast stellare: Carlo Croccolo, Paolo Ferrari, Arnoldo Foà, Elsa Merlini, Bice Valori, Valeria Valeri, Milena Vukotic, Sergio Tofano (già regista di un film tratto dal medesimo romanzo), per citare solo i più noti; e particolare successo e diffusione ebbe il motivo Viva la pappa col pomodoro, che tuttora rimane il brano più conosciuto della serie.
E infatti la pappa al pomodoro è un piatto tipico toscano della cucina povera, come toscano è Gian Burrasca, il cui vero nome è Giannino Stoppani - e il fatto che questo piatto, simbolo della rivolta di alcuni convittori alle manovre dei direttori del Collegio Pierpaoli dove Giannino era stato inviato per correggerne il carattere, sia diventata il simbolo della serie, è uno scherzo che avrebbe sicuramente apprezzato...

Per un ragazzo turbolento (dose per una persona)

1 kg circa di pomodori maturi tagliati a pezzi e frullati
1-2 fette di pane raffermo (l'ideale sarebbe il pane toscano, quello sciapo) tagliato a piccoli pezzi
mezzo spicchio d’aglio
2 foglie di basilico
peperoncino (facoltativo), sale, pepe e olio evo q.b.

Cuocere in una pentola bassa i pomodori con l'aglio, un pizzico di zucchero e un pizzico di sale fino a che non hanno formato un sugo abbastanza denso ma ancora acquoso. Aggiungere i pezzi di pane - che volendo si possono rosolare precedentemente a parte in una pentola antiaderente o di ferro con un cucchiaio d'olio - e continuare la cottura fino a che il pane non diventa tanto morbido da sfaldarsi (aggiungendo dell'acqua nel caso la zuppa tendesse ad attaccarsi alla pentola). Aggiungere il basilico,spegnere il fuoco e far riposare la zuppa coperta per 20 minuti circa. Servire tiepida con un filo d'olio a crudo, pepe e peperoncino.

...la storia del passato
ormai ce l'ha insegnato
che un popolo affamato
fa la rivoluzion
ragion per cui affamati 
abbiamo combattuto 
perciò buon appetito 
facciamo colazion!...


(da Viva la pappa col pomodoro - testo di Lina Wertmuller e Nino Rota)




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