sabato 8 novembre 2014

Il mistero della torta del duca

Schiacciata del Duca di Argyll




Tutti hanno una ricetta nel cassetto, quella la cui lettura li ha folgorati a prima vista, quella che ha fatto pensare: "Prima o poi ti cucino"

La cuoca cialtrona, in quest'ordine di idee aveva sviluppato un'ossessione per la schiacciata del Duca di Argyll, la quale, oltre ad avere un nome sufficientemente esotico, sembrava, almeno a giudicare dagli ingredienti, essere quel genere di dolce non stucchevole da lei prediletto.

La ricetta l'aveva trovata - e gelosamente conservata, per molti anni - su una scheda allegata alla rivista Amica come omaggio pubblicitario del fornetto Pizzagrill all'incirca verso la metà degli Anni '80.


Preparata e mangiata la torta - buona in verità - una domanda continuava a tormentare la cuoca, che per ogni cosa deve trovare una risposta: perché mai la torta si chiamava cosi?
Sui libri di cucina, nessuna traccia.

Sulla rete, svariate informazioni sulla nobile famiglia dei duchi di Argyll; ma, della torta, nessuna notizia.

Non paga né doma, la cuoca ne ricercò notizie presso tutti gli inglesi di sua conoscenza (2), i quali, gentilmente, si prestarono rivolgendosi a loro volta ad amici esperti di cucina del Regno Unito senza, tuttavia, cavare un ragno dal buco. 
A questo punto la cuoca - che, in quanto a caparbietà, giusto per restare in tema, può essere peggio del mitico ragno di Bruce - elaborò, sulla scorta di ricerche effettuate su internet, due teorie.

La prima ricavata sia dalla visione di vecchi ritratti dei duchi sia da una notizia ricavata da un sito italiano di cornamuse (esiste, è vero), secondo la quale il nome della torta poteva derivare da un copricapo rinascimentale del duca a forma di basco che ricordava vagamente la forma della torta; che, come idea, non era nemmeno poi troppo peregrina se pensiamo che il filetto alla Wellington pare derivi dalla forma dei suoi stivali.

La seconda derivava dalla considerazione dell'alta opinione che, nei secoli aveva contraddistinto la nobile famiglia dei Campbell, duchi di Argyll, al punto di dare alla bacca di Goji il nome di pianta del te del Duca di Argyll; e dal fatto che, essendo l'uva merce, si suppone, rara in Scozia, forse i Duchi ne detenevano in qualche modo il monopolio dell'importazione o della coltivazione in serra.

Entrambe queste teorie, tuttavia, non soddisfacevano interamente la cuoca.
Che, dopo un anno, inaspettatamente quanto casualmente, trovò la risposta, come conseguenza di un'altra ricetta trovata in rete...

Siete curiosi? La risposta dopo la ricetta...




Questa la ricetta originale; per quanto riguarda i consigli operativi:
-  meglio rivestire la tortiera con un foglio di carta da forno umido per estrarre meglio la torta
- meglio usare uva senza noccioli, perché togliendoli rendereste la torta troppo umida; sarà ugualmente buona, ma poco presentabile.
-  non omettete  il pepe, che gli dà quella nota piccante necessaria

E il duca? Si tratta del nome di un pub, dove evidentemente l'autore ha trovato la ricetta che, comunque è quella di una pie o torta di sfoglia ripiena; da qui la traduzione italiana in schiacciata.
Siccome però di locali che portano questo nome ce ne sono parecchi, attendiamo notizie da chi fosse a conoscenza di quello giusto...

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