lunedì 25 agosto 2014

Rule Britannia

Stralci n.10




"Agatha guardò l'orologio. Era quasi ora di pranzo. Si lavò la faccia e poi si sedette alla toeletta a forma di rene, con specchio triplo e una balza di seta verde che faceva pendant con il tessuto di seta, verde e scivoloso, messo a coprire il lettone matrimoniale. La toeletta di una ragazza emancipata negli anni venti, pensò Agatha. Chissà se nell'albergo esisteva qualche pezzo di arredamento nuovo. Agata si truccò con cura poi indossò una parrucca di capelli castani e lucidi. Non male, rifletté. Se Jimmy Jessop l'avesse vista adesso...
Riprese la borsetta e poi un libro in edizione economica da usare come eventuale barriera nell'eventualità che uno dei pazienti geriatrici della sala da pranzo tentasse di avviare una conversazione e scese le scale coperte da una spessa passatoia color rosso di Adrianopoli, e con le alzate in ottone. Un vivido raggio di sole fendette un finestrone dai vetri colorati che si apriva sul pianerottolo, e proiettò chiazze variopinte sulla moquette delle scale. 
La sala da pranzo aveva i soffitti alti e lunghe finestre affacciate sul mare. 
Agatha prese posto al tavolo in un angolo e osservò di nascosto gli altri ospiti. C'era u n tipo anziano che le cameriere chiamavano "colonnello". Aveva una bella testa di capelli candidi, e la faccia rugosa e abbronzata. Era alto e diritto, indossava una giacca di tweed vecchiotta ma di buon taglio. Una dama dalla chioma di un biondo improbabile stava lanciando occhiate al colonnello, tentando palesemente di attirare la sua attenzione. La donna era incipriata con dovizia, le labbra di un rosso squillante. Si era messa addosso una casacchina scollata che mostrava una porzione eccessiva di collo grinzoso e pieno di lentiggini. C'era un altro uomo, un piccoletto dall'aria bisbetica e con la "gobba della vedova". E poi c'erano due donne anzianotte, una alta e mascolina nel suo completo di tweed, l'altra piccolina ed esile con l'aria da coniglietto. 
Una pubblicità perfetta per l'eutanasia, pensò acidamente Agatha. 
Servirono il pranzo, buona e solida cucina inglese. Quel giorno il piatto principale era filetto di maiale glassato al miele, servito con salsa di mele, cipolle, patate al forno, patate lesse, cavolfiore gratinato al formaggio e piselli. 
Fu seguito da un toffee pudding con un mucchio di panna densa del Devon. Agatha divorò tutto quanto e gemette nel sentir tirare la gonna sulla pancia. Adesso le toccava uscire per un'altra lunga camminata, o sarebbe rimasta letargica e appesantita per il resto della giornata.
La marea si era ritirata, quindi questa volta Agatha scese sulla spiaggia di ciottoli, dove si gonfiavano e frangevano grandi onde grigio-verdastre."In: M.C. Beaton, Agatha Raisin e la strega diu Wyckhadden  Trad. di Marina Marpurgo, Astoria, 2014, pagg. 6-8 (titolo originale: Agatha Raisin and the witch of Wyckhadden, 1999).

I romanzi aventi come protagonista Agatha Raisin sono pubblicati in Italia dalla casa editrice Astoria e reperibili sul sito astoriaedizioni.it. 

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