sabato 28 aprile 2012
mercoledì 25 aprile 2012
La frolla del destino...
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lunedì 23 aprile 2012
Peperoni in agrodolce
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mercoledì 18 aprile 2012
Il ritorno del cardo
Cardi gratinati in salsa Mornay alla curcuma
Le rare (ehm) volte in cui mi lascio coinvolgere nell'acquisto compulsivo di quantità industriali di verdura, giustifico la questione - nonché l'annessa sciatalgia da trascinamento del carrellino per la spesa - con la scusa che la conserverò: surgelata, sott'olio, in confettura e quant'altro.
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lunedì 16 aprile 2012
Via dalla pazza folla
Tagliatelle alle ortiche di Zia Laura
La vita è una questione di punti di vista. Mentre per me Laura è un'amica un po' più giovane (anche se a volte mi domando chi sia la più matura delle due) per le sue due uniche - nonché adorate - nipoti, Sofia e Giulia lei è ZIALAURA, e lo scrivo così perché penso che loro ne apprezzino come merita i pregi - le vizia, le vizia - e le, talvolta urticanti, virtù.
giovedì 12 aprile 2012
Mele cotte
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lunedì 9 aprile 2012
sabato 7 aprile 2012
La torta di Pasqua della mamma del pittore
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giovedì 5 aprile 2012
Grazie dei (cavol)fiori...
Torta salata ai cavolfiori e lardo
Qui in versione mignon (due porzioni molto abbondanti) una fra le torte - più da trasporto che da asporto, visto che abbiamo festeggiato al mare - presenti al compleanno di Franca a Laigueglia lo scorso fine settimana, commissionatami da Ornella (io avevo già il forno pronto, a fine giornata); insospettabilmente delicata nel gusto, nonostante l'abbinamento di sapori decisi.
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mercoledì 4 aprile 2012
lunedì 2 aprile 2012
Fiore di cardo
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mercoledì 28 marzo 2012
Non è ver che sian le torte (i peggior di tutti i mali)...
domenica 25 marzo 2012
Amiche, libri, salatini
Biscottini salati per aperitivi sfiziosi
Mettetevi comodi; eh sì, perché il post di oggi - per ricchezza di contenuti e numero di ricette - merita di venire assaporato lentamente. Anche perché mi risulta difficile descrivere Alida - l’amica che mi ha inviato le ricette che, dopo avere gustato e apprezzato, oggi pubblico - non tanto per il fatto che ci lavoro, ma perché è il frutto di tali e tante stratificazioni culturali e interessi vari che proprio non so da dove cominciare. Una cosa però la posso dire: Alida è, molto probabilmente, una tra le persone più interessanti tra quelle che ho conosciuto - e posso assicurare che di gente particolare ne conosco, come a dire "Se no i xe mati no li volemo".
Voilà di seguito le
prime ricette di biscotti salati. Di solito se non si provvede con la
moltitudine di patatine, Fonzies e altro Junk food comprato di
simile natura si provvede con le pizzette e i salatini. Questi son invece
una piacevole alternativa, sia perché sono più leggeri sia perché
essendo delle sorte di paste frolle salate sono veloci a prepararsi
per esempio utilizzando un piccolo mixer o un tritino. Si consiglia di
preparare l'impasto il giorno prima e di svilupparlo in giorno in cui si servono
il buffet o l'aperitivo. Comunque si conservano decentemente in scatole
di latta, se uno in quel giorno lì uno ha già mille altre cose da
preparare.
Alla prossima, la vostra Diavolinella
Mettetevi comodi; eh sì, perché il post di oggi - per ricchezza di contenuti e numero di ricette - merita di venire assaporato lentamente. Anche perché mi risulta difficile descrivere Alida - l’amica che mi ha inviato le ricette che, dopo avere gustato e apprezzato, oggi pubblico - non tanto per il fatto che ci lavoro, ma perché è il frutto di tali e tante stratificazioni culturali e interessi vari che proprio non so da dove cominciare. Una cosa però la posso dire: Alida è, molto probabilmente, una tra le persone più interessanti tra quelle che ho conosciuto - e posso assicurare che di gente particolare ne conosco, come a dire "Se no i xe mati no li volemo".
E la citazione non è casuale, dato che, per iniziare il mio racconto ab ovo, Alida proviene, per parte materna - e l'impressione, per lei, seconda di tre sorelle con una madre proveniente da una famiglia di quattro, che la sua sia una famiglia fondamentalmente matriarcale non pare troppo aleatoria - in ordine cronologico inverso, da Trieste, dall'Istria e andando più lontano nel tempo, da quella parte della Russia che diede i natali a Chagall.
Libri, storia, musica, enigmistica - le ricette che riporto le firma con il suo nom de plume, che è anche il suo anagramma - e, last but not least, cucina, sono solo alcune delle varie e molteplici passioni di Alida, il cui sogno sarebbe di lavorare come bibliotecaria in una biblioteca ambulante, come ne La sovrana lettrice di Alan Bennet o nella serie dedicata alle Storie del bibliobus di Tundrum di Ian Samson.
Per adesso si accontenta di aprire al pubblico la nuova sede del Fondo Librario Femminile del Comune di Rivoli, da lei fortissimamente voluto; andatela a trovare, in via Allende 1, ne vale la pena; e, nel frattempo, leggete la mail con le ricette che mi ha inviato...
P.S. nell'immagine un'altro dei libri della marchesa Eta Polesini citata da Alida, autrice di vari volumi monografici dedicati alla cucina per gli ospiti.
Le due ricette
seguenti sono tratte da una rivista rigorosamente "biologica",
credo degli anni '80.
Siccome non sono integralista neanche per
quanto riguarda le farine, lascio a voi la scelta tra farina integrale o raffinata; io ho usato quella bianca perché avevo quella.
Rombi ai semi di papavero - 150 gr. farina,
meglio integrale o bianca - 100 gr. farina di grano saraceno - 1/2 cucchiaino di sale - 3 cucchiai di panna - 130
gr. burro - 1 cucchiaino di semi di cumino pestati.- latte - semi di papavero
Mescolare le due farine,
il sale e il cumino, impastare con la panna e il burro. Formare un panetto e
far riposare in frigo per 30 minuti. Stendere la pasta abbastanza sottile,
tagliare a rombi o a triangoli. La ricetta dice di spennellarli con poco latte e cospargerli
di papavero. Siccome si diventa stupidi e si sporca pure, consiglio di usare il
sistema cotoletta alla milanese con due vassoietti di plastica uno col latte e
l'altro con i semi di papavero (non buttate via subito i vassoietti di plastica
per esempio dei formaggi, usateli per queste necessità,- ecologico e comodo) .
Posare su carta da forno e cuocere a 175° per 10-15 minuti.
Bretzel o Stelline alle nocciole - 50 gr. burro sciolto - 70 gr. nocciole macinate - 50 gr.
Emmenthal grattugiato - 1 tuorlo - 250 gr. farina bianca o integrale) -
1 pizzicone di noce moscata grattugiata - 1 pizzico di sale
Mescolare le polveri
(farina, sale e noce moscata). Mescolare gli umidi e impastarli con le
polveri. Formare un panetto, avvolgerlo nella carta da forno che poi
utilizzerete per cuocerli (molto più pratico della pellicola), e far riposare
in frigo per 30 minuti. Formare dei rotolini spessi mezzo centimetro e
incrociarli formando il classico Bretzel. Pennellare con poco latte.
cospargere con altro Emmenthal. Infornare a 175° per 10-15 minuti. Provato a forma di stelline, tagliate con apposita formina; personalmente penso che sia da aumentare un pò la
dose di burro.
Questa ricetta invece é tratta da un aureo libretto tramandato in famiglia. super usato e super rovinato "Cosa preparo per i miei ospiti - Dolci per il thè" della Marchesa Eta Polesini, A. Corticelli, Milano, 1934. La marchesa doveva avere molti ospiti e molta esperienza, quelle tra le sue ricette che ho provato erano tutte più che buone.
Bastoncelli
al formaggio - 30 gr. burro - 80 gr. parmigiano grattugiato - 30
gr. Emmenthal grattugiato - 1 cucchiaio acqua - sale e pepe di Cayenna - 80 gr.
farina
Mescolare le polveri,
impastare gli ingradienti nell'ordine dato. Formare un panetto, far riposare in
frigo 30 minuti (questo nella ricetta originale ovviamente non c'è). Tirare la
pasta abbastanza sottile tagliare dei bastoncelli larghi un dito. Cuocere a
175° per 10-15 minuti. Provati, secondo me sono i migliori, attenti
con le dosi del pepe di Cayenna.
Tutti gli impasti
possono essere conservati surgelati in dosi per voi convenienti anche tenuto
conto del fatto che è più gradito servirne un assortimento di varie
qualità , piuttosto che abbondare con un solo tipo.
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