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sabato 7 novembre 2015
lunedì 7 luglio 2014
Il sapore della leggenda
Pane all'alloro del cavaliere templare fuggitivo
La leggenda narra di cavalieri templari in fuga nella Terrasanta che, per sfamarsi, producevano dei pani, arrostiti su fuochi di fortuna, con quello che trovavano sul loro cammino: verdure, formaggio, carne, uova; in più, per aromatizzarli e proteggerli dalla fiamma viva, una foglia di alloro posta alla base dell'impasto.
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mercoledì 14 maggio 2014
Corone & primizie 2 - Anna Maria di Borbone Orléans
Zuppa di asparagi di François de La Varenne
La reggia di Venaria Reale
venne progettata e realizzata tra il 1658 e il 1675, su commissione del re Carlo
Emanuele II ad opera di Amedeo di Castellamonte e Michelangelo Garove.
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martedì 13 maggio 2014
Corone & primizie 1 - Luisa Cristina di Savoia
Piselli stufati alle erbe aromatiche di Nicolas de Bonnefons
Intorno alla metà del XVII secolo, a Parigi, vengono pubblicati, ad opera di due nobili cortigiani, François Pierre de La Varenne e Nicholas de Bonnefons, due manuali di cucina destinati - a partire dalle tavole nobiliari - a rivoluzionare il modo di mangiare rompendo con la tradizione medioevale che imponeva l'utilizzo di zucchero e spezie in tutti i piatti di portata.
mercoledì 4 dicembre 2013
Ebrei cinesi e altre rarità
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giovedì 28 novembre 2013
Decapitazioni
Stralci n.8
Joseph Boze, Ritratto di Jeanne-Louise-Henriette Campan (1752-1822), pastello, 1786
"Durante l'estate, qualche volta, il re veniva dalle principesse prima del débotter; un giorno mi trovò sola nel gabinetto privato di Madame Victoire, e mi domandò dov'era "Cocchio" e, poiché io spalancai gli occhi senza capire, domandò ancora, ma io continuai a non comprendere.
martedì 26 novembre 2013
Rinnovare la posateria
Il servizio bello
Nicolas de Launay, cucchiaio, forchetta, coltello con le armi di Francia, servizio in oro disegnato per Luigi XV, 1726-1727
Penna e inchiostro nero su litografia, 24,6 x 33, 4 centimetri
Certo, aspettare - risparmiando nel frattempo - conviene, quando poi ci si può concedere il lusso di acquistare un bel servizio di posate per ricevere gli ospiti.
venerdì 22 febbraio 2013
Metamorfosi e metafore
Spaghetti alla siracusana
Agosto 2009. A Siracusa, una sera, con Ornella e Claudio, dopo una torrida giornata trascorsa a visitare le città barocche della Val di Noto (Noto, Modica, Scicli). Arrivati a Siracusa nel tardo pomeriggio, il giro della città e del centro storico, fino ad arrivare appunto all'isola di Ortigia, dove si trova la fonte Aretusa; un piccolo laghetto semicircolare che, come una fontana, è circondato da una balaustra, e dove, in mezzo a rigogliose piante di papiro, nuotano pesci d'acqua dolce...
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sabato 26 gennaio 2013
La vera pizza del Re di Napoli
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martedì 15 gennaio 2013
Cartoline dall'Alsazia - Eguisheim
Bretzel - Pretzel - Brezel
Benvenuti a Eguisheim, culla della viticoltura alsaziana!
Posta a 210 metri sul mare, con un microclima particolarmente favorevole - che fa sì che le colline Eichberg e Pfersigberg siano state ufficialmente classificate come "vigneti Grand Cru d'Alsazia".martedì 6 novembre 2012
Mentr'egli visse, fu Bertoldo detto...
Pasta e fagioli con le cotiche
"In questa tomba tenebrosa e oscura,
Giace un Villan di sì diforme aspetto,
Che più d' orso che d' huomo hauea figura,
Ma di tant' alto e nobile intelletto,
Che stupir fece il mondo e la natura.
Mentr' egli visse, e fu Bertoldo detto.
Fù grato al Rè, morì con aspri duoli
Per non poter mangiar rape, (pasta) e fagiuoli."
da: Astutie sottilissime di Bertoldo, Giulio Cesare Croce, 1620
martedì 18 settembre 2012
Saluti e babà
Mini babà al rum con lievito naturale in coltura liquida
Siano ormai a metà settembre; cadono le foglie e tornano gli amici in città, portando con loro le cartoline delle ricette cucinate o gustate durante le vacanze... dall'amico Roberto, sempre dedito alla panificazione anche durante una trasferta a Napoli, una ricetta tipica del posto, i babà al rum.
Che poi, in realtà, trattasi di ricetta d'importazione, essendone acclarata l'origine e l'inventore: il re (detronizzato) Stanisław Leszczyński di Polonia, padre della regina Maria, moglie di Luigi XV che, secondo la leggenda, esule in Francia, modificò una torta locale un po' troppo compatta rendendola più morbida e appetitosa con l'aggiunta del liquore; sua anche l'idea del nome, tratto dai racconti delle Mille e una notte di cui era estimatore.
sabato 23 giugno 2012
Il riposo del guerriero
Aliter dulcia - French toast - Pain perdu - Arme Ritter
Continuiamo così, facciamoci del male; almeno la domenica...
Iniziando la giornata con calma e con una colazione degna di questo nome.
Luxe, calme et volupté, insomma.
Tutto è iniziato - almeno per quanto mi riguarda - con il film Kramer contro Kramer del 1979; Dustin Hoffman, abbandonato dalla moglie Meryl Streep cerca di preparare al figlio i french toast per colazione.
Allora non c'era ancora internet, e non ricordo dove sono riuscita a trovare la ricetta; forse su qualche rivista, o su qualche libro, come si usava allora, o magari per caso.
Ad ogni modo, ora che, con i potenti mezzi della rete, riesco a documentarmi se non più veracemente, più velocemente - nonché voracemente- sulla scorta delle informazioni ricavate da vari siti, perlopiù anglosassoni, nonché da wikipedia vi dirò che:
- l'origine del piatto, in versione dolce, risale all'antica Roma, infatti ne parla già Apicio nel De re coquinaria, (e uno dei nomi francesi ancora persistente per questa ricetta è infatti Pain romaine), dove per addolcire al posto dello zucchero viene, ovviamente, usato il miele
- non sappiamo se lo abbiano diffuso gli antichi romani o se, come probabile, sia uno di quei piatti talmente universali, dato il tipo di ingredienti da essere preparato in tutti i luoghi (e in effetti, dato i presupposti, lo proporrei per la candidatura a patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO) - fatto sta che nel medioevo ne troviamo notizie in vari paesi, sempre come pane imbevuto di uova, fritto e condito con varie salse, sciroppi o succhi, più spesso dolci ma anche salati.
Di origini quasi sicuramente europee (esistono però anche varianti mediorientali) si è comunque diffuso, attraverso le colonizzazioni, anche nei paesi asiatici.
Si trovano comunque sue tracce anche nei ricettari medioevali (ad esempio il Libro de Arte Coquinaria scritto da Maestro Martino da Como nel 1450, che lo chiama Suppa dorata)
Di origini quasi sicuramente europee (esistono però anche varianti mediorientali) si è comunque diffuso, attraverso le colonizzazioni, anche nei paesi asiatici.
Si trovano comunque sue tracce anche nei ricettari medioevali (ad esempio il Libro de Arte Coquinaria scritto da Maestro Martino da Como nel 1450, che lo chiama Suppa dorata)
- I paladini della versione dolce - diffusa nei paesi anglosassoni tramite la dominazione dei Normanni, che lo chiamavano Pain doreè - sono stati i francesi; di qui probabilmente la denominazione French toast (che compare per la prima volta in stampa nel 1660 (R. May, Accomplisht Cook VI 162): "French Toasts. Cut French Bread, and toast it in pretty thick toasts on a clean gridiron, and serve them steeped in claret, sack, or any wine, with sugar and juyce of orange.", dove per pane francese, si intendeva un pane bianco o comunque di lusso.
In Francia questa preparazione è invece conosciuta come Pain perdu, ossia pane perso (o dimenticato), dal momento che per cucinare tale piatto veniva utilizzato il pane raffermo che non poteva più essere servito come accompagnamento.
In Francia questa preparazione è invece conosciuta come Pain perdu, ossia pane perso (o dimenticato), dal momento che per cucinare tale piatto veniva utilizzato il pane raffermo che non poteva più essere servito come accompagnamento.
- è probabile che invece sia anglosassone la catalogazione come cibo da prima colazione - nel senso che in origine è probabile che fosse considerato un dolce da merenda o da fine pasto.
A suffragio di questa teoria sono alcuni dei vari nomi con cui è conosciuto nei paesi del nord Europa: in Inghilterra è infatti anche noto come i Poor Knights of Windsor (che, per inciso, era un ordine militare formato da re Edoardo III nel XIV secolo), in Svezia come Fattiga Riddare, in Danimarca come Arme Riddere in Germania Arme Ritter, che significano tutti il povero cavaliere, non si sa se con accezione ironica.
Pare infatti che, anticamente, uno dei simboli di distinzione tra popolo e nobiltà fosse l'uso presso questi ultimi di consumare, a fine pasto, un dessert; ovviamente però non tutta la nobiltà aveva le stesse possibilità economiche, come ad esempio i cavalieri, che per mantenere comunque il proprio status sociale si accontentavano di un dolce più povero, come a dire: agiati sì, tanto da potersi permettere pane bianco, spezie, uova e confetture, ma non così ricchi da avere dei cuochi in grado di preparare dessert più elaborati.
A suffragio di questa teoria sono alcuni dei vari nomi con cui è conosciuto nei paesi del nord Europa: in Inghilterra è infatti anche noto come i Poor Knights of Windsor (che, per inciso, era un ordine militare formato da re Edoardo III nel XIV secolo), in Svezia come Fattiga Riddare, in Danimarca come Arme Riddere in Germania Arme Ritter, che significano tutti il povero cavaliere, non si sa se con accezione ironica.
Pare infatti che, anticamente, uno dei simboli di distinzione tra popolo e nobiltà fosse l'uso presso questi ultimi di consumare, a fine pasto, un dessert; ovviamente però non tutta la nobiltà aveva le stesse possibilità economiche, come ad esempio i cavalieri, che per mantenere comunque il proprio status sociale si accontentavano di un dolce più povero, come a dire: agiati sì, tanto da potersi permettere pane bianco, spezie, uova e confetture, ma non così ricchi da avere dei cuochi in grado di preparare dessert più elaborati.
Viene facilmente da pensare che questo piatto, composto da ingredienti facilmente reperibili e facile e veloce da preparare, servisse da colazione ai cavalieri durante le campagne militari, e che così si sia diffuso in tutta Europa e nei paesi dell'area mediorientale tramite le crociate; una volta tornati a casa, probabilmente era un cibo che richiamava alla memoria i bei tempi della gioventù nella milizia.
- in Italia la ricetta persiste ma, stranamente, ha avuto maggior fortuna nella versione salata, la cosiddetta Mozzarella in carrozza.
Per un prode cavaliere... o una nobile dama
2 fette di pan carré (meglio se lasciate fuori dal sacchetto a seccarsi la sera precedente)
1 uovo
1 cucchiaio di latte (o di acqua, volendo, anche perché serve solo per stemperare meglio l'uovo)
1 cucchiaio di miele
cannella o peperoncino in polvere
sale
olio (o burro) per friggere
2 fette di pan carré (meglio se lasciate fuori dal sacchetto a seccarsi la sera precedente)
1 uovo
1 cucchiaio di latte (o di acqua, volendo, anche perché serve solo per stemperare meglio l'uovo)
1 cucchiaio di miele
cannella o peperoncino in polvere
sale
olio (o burro) per friggere
In un piatto fondo rompere un uovo e sbatterlo con una forchetta, aggiungendo un cucchiaio di latte e amalgamando il composto.
Tagliare le fette di pan carré in quattro pezzi secondo la diagonale (come se fosse una croce di S. Andrea), e immergerle nell'uovo sbattuto finché non hanno assorbito uniformemente tutto il composto; friggerle in olio (o burro caldo) in una padella di ferro o antiaderente, girandole su entrambi i lati fino a che non sono ben dorate.
Scolare le fette e metterle in un piatto piano, ponendole in modo da formare la figura di una girandola (è domenica, è vero, ma siano pur sempre cavalieri, perbacco!)
Cospargerle con il miele e con un pizzico di cannella o, come personalmente preferisco, con miele, peperoncino e sale.
Servire caldo, accompagnando, se vi piace, con una tazza di caffè.
venerdì 23 marzo 2012
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