venerdì 13 settembre 2013

Uomini, ciambelle e bomboloni

Stralci n.5




"Esci col bombolone, eh?" Andrew scosse la testa e fissò Davy. "Aspetta di avere una figlia, e che lei cominci a uscire con i ragazzi. Non riesci a pensare altro che: "In cosa ho sbagliato?"
Forse a vestirti come Marilyn, pensò Davy, e subito si vergognò di sé stesso.
"Non hai sbagliato in niente", disse, per rimediare alla propria malignità. "E' una ragazza in gamba".
"Aspetta d'aver visto il bombolone".
"Burton?" chiese Davy, e Andrew annuì. "L'ho visto. Hai tutta la mia simpatia".
"Preparati un toast integrale". raccomandò Andrew alla figlia, tornando a dirigersi verso la porta."Hai bisogno di fibre".
"L'ho già mangiato insieme a zia Tilda. E Burton non è un bombolone" disse Nadine.
"Bombolone?" ripetè Davy.
Sospirando, Nadine aprì un pensile per prendere una forma di pane integrale. "Secondo nonna, al mondo ci sono due tipi di uomini: bomboloni e ciambelle".
"Nella tua famiglia c'é qualcuno sano di mente?"
"I bomboloni sono quelli che i fanno sbavare" spiegò Nadine, prendendo dalla credenza un barattolo di burro di noccioline . "Sono appetitosi e croccanti e ripieni di cioccolato, e quando ne vedi uno lo vuoi a tutti i costi, e se non ce l'hai ci pensi tutto il giorno, e alla fine lo prendi perché è un bombolone".
"Prepara un toast anche per me, grazie" disse Davy, improvvisamente affamato.
Nadine spinse verso di lui il sacchetto di carta. Qua dentro ci sono ciambelle all'arancia-ananas
Davy ne pescò una "Avete un debole per l'arancia ananas?"
"Abbiamo un debole per l'asprigno. Ci piacciono i gusti insoliti".
"Capisco. Dunque...i bomboloni sono quelli che fanno sbavare".
"Esatto. Mentre le ciambelle se ne stanno là tutte bozzolate e tutte uguali, e senza neanche un po' di cioccolato".
Davy guardò la sua ciambella. Era dorata e per niente bozzolata. Scrollò le spalle e la morse. Asprigna.
"Ma anche se le ciambelle possono essere squisite" proseguì Nadine "specialmente quelle all'arancia-ananas, non sono bomboloni".
"Insomma, i bomboloni sono il massimo" disse Davy, tentando di non perdere il filo della conversazione.
"Sì, per una sera". Nadine recuperò il suo toast e ne mise ad abbrustolire altri due per Davy. "Il guaio è che la mattina dopo non sono più croccanti, e il ripieno si è appiccicato al sacchetto, e tutto sommato fanno un po' schifo. Un bombolone va bene solo per un giorno".
"Mentre una ciambella..."
"Il giorno dopo è anche meglio" concluse Nadine, "Le ciambelle hanno un buon sapore anche a lungo termine. Con le ciambelle non provi mai quella sensazione 'ommiodio-mi-tocca-mangiare-questa-roba' tipica dei bomboloni". Finì di spalmare il burro di noccioline sul toast e lo morse con forti denti candidi che costituivano un'ottima pubblicità per il dottor Mark.
"E Burton è un bombolone" disse Davy.
"La giuria è ancora riunita" biascicò Nadine. "Secondo me è piuttosto ciambelloso, ma forse mi sbaglio".
"Ti sbagli".
"Forse no.  Mi fa provare quel certo non so che".
"In tal caso tienilo stretto". Davy recuperò al volo i suoi toast. "E' uno su un milione".
"Lo penso anch'io". Nadine mise il bicchiere nel lavandino. 2ora devo andare a lavarmi i denti. Mi piace parlare con te. E stamattina ho incontrato il tuo amico Simon sulle scale. Mi piace anche lui."
"Glielo riferirò, grazie" disse Davy. Poi, incapace di resistere alla curiosità, aggiunse: "E io cosa sono? Bombolone o ciambella?"
"Anche per te la giuria è ancora riunita. Nonna dice che sei una ciambella travestita da bombolone, e papà che sei un bombolone travestito da ciambella".
"E tua zia Tilda?"
"Zia Tilda dice che sei un bombolone , e che lei è a dieta. Ma quella della dieta è una balla". Nadine lo scrutò. "Perciò, se sei un bombolone, faresti meglio ad andartene subito, anche se dopo potremmo sentire la tua mancanza".
"sì. Potresti amalgamarti bene. E' troppo presto per dirlo. Perciò vedi d'essere una ciambella". Gli diede una pacca sulle spalle e si diresse alla porta.
"Ci proverò" disse Davy, un po' confuso. "Ehi, Nadine".
La testa di Nadine risbucò dalla porta.
"Simon cos'é?"
"Bombolone. Con la glassa".   
"Sei troppo giovane per sapere della glassa" la rimproverò Davy.
"Non hai idea di quello che so, nonnetto" replicò Nadine voltandosi e andando a sbattere contro Simon." in:  Crusie, Jennifer, Facciamo finta che, trad. di Angela Ragusa, Salani, Milano, 2004 (titolo originale Faking it, Jennifer Crusie, 2002).

Posta un commento
GiornaleBlog Notizie Blog di Cucina