venerdì 14 dicembre 2012

La maledizione della prima uva

Gelatina d'uva





Cose che capitano. 
A me piuttosto di frequente; di comperare dell'uva e trovare che la pelle è troppo dura - per non parlare dei vinaccioli - e quindi di trovarsi dell'uva immangiabile che gira per la cucina.
Buttarla? Giammai! 
Piuttosto un bel riciclo con cottura, che la renda commestibile; una seconda occasione - o vita - sotto forma di torte o gelatine; come per questa gelatina prodotta, all'incirca due mesi fa, con un'uva particolarmente caparbia. 
Mai quanto me, ovviamente.

Per una seconda occasione...

1 kg di uva
500 gr di zucchero
un chiodo di garofano

Lavare l'uva, staccare tutti gli acini dal raspo; poi tagliarli a metà per privarli dei semi.
Metterli a cuocere in una pentola insieme al chiodo di garofano aggiungendo, se necessario, mezzo bicchiere d'acqua.
Quando il l'uva avrà rilasciato tutti i succhi creando un composto formato da liquido e bucce, spegnere il fuoco e frullare con il frullatore a immersione; continuare per altri dieci minuti la cottura poi, aiutandosi con un canovaccio pulito, filtrare il composto per eliminare completamente le bucce e eventuali vinaccioli sfuggiti alla pulizia iniziale.
Aggiungere lo zucchero e fare bollire a fuoco bassissimo, mescolando sempre e controllando costantemente la densità fino a quando si è arrivati al punto di gelificazione (32°–33° col termometro a immersione o facendo la prova facendo scivolare una goccia del composto su un piatto per vedere se scivola con fatica; tenete conto che la gelatina si rassoderà ulteriormente una volta invasata e raffreddata).
Spegnere il fuoco, fare raffreddare per qualche minuto poi versare la gelatina calda in vasi di vetro ben lavati e asciugati nel forno a 100 gradi. Chiudere subito bene i vasetti, rovesciarli a testa in giù su un piano e attendere che si siano raffreddati - e che quindi si sia creato il sottovuoto - per riportarli in posizione eretta.


Questa gelatina è ottima sia da sola, usata come confettura o in torte (cheesecake) e crostate, sia come accompagnamento a formaggi.

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