domenica 13 settembre 2015

Inaspettata delizia

Zuppa di cetrioli




"La sala da pranzo a Fairleigh Park era cavernosa e piena di spifferi.
Stuart informò il signor Prior che avrebbe mangiato nella luminosa biblioteca color crema, invece.
La reazione di Prior fu uno sgomento quasi identico a quello della signora Boyce. Per un attimo Stuart pensò che il maggiordomo si sarebbe portato una mano al petto per poi cadere a terra.
Ma la professionalità del capo della servitù resse. 

«Sì, signore» rispose lui. «Apparecchieremo qui per voi.» 
Prior e i suoi tirapiedi apparecchiarono per una persona  sulla scrivania di mogano mentre Stuart annotava una pila di documenti sopra un tavolo di lettura. Aveva già esaminato le legislazioni proposte per i fertilizzanti, il filo spinato, e il trasporto della posta quando un valletto lo superò con una zuppiera.

«La cena è servita, signore» annunciò Prior.
Stuart si accomodò alla scrivania e aprì una copia del Times su un’inchiesta riguardo al recente attacco bomba anarchico a Parigi. Si era vagamente accorto che Prior e i due valletti si guardavano l’un l’altro di traverso, come se non stesse leggendo un quotidiano nazionale, ma una copia di Fanny Hill. Allora Prior si schiarì la gola, e sollevò il coperchio della zuppiera.
Improvvisamente la biblioteca, che aveva odorato principalmente di libri antichi e vecchio fumo di sigaro, profumò d’estate, di cetrioli croccanti maturati durante la notte. 
Stuart abbassò un attimo il giornale per vedere cosa avesse prodotto un odore così potentemente piacevole. Prior gli mise di fronte una ciotola pallida e spessa di potage.
Stuart ne prese un cucchiaio. Quel sorso si trasformò in un’esplosione di sapori sulla lingua: ricca, profonda, pura, come mangiare sole e verdure in un bel pomeriggio di giugno.

Allarmato, fece una cosa che quasi mai aveva fatto – mettere giù il giornale quando cenava da solo – e fissò la minestra.
Lentamente, si portò un altro cucchiaio alla bocca. No, il primo assaggio non l’aveva ingannato. La
zuppa era davvero così buona. Tentò di discernere ogni singolo ingrediente: cetrioli, cipolla, un pizzico di aglio, burro, brodo, e panna. Niente di insolito, fantasioso, o particolarmente nobile. Eppure...era sublime.
A lui non importava niente del cibo.
Non gliene importava da secoli. Il cibo era sostentamento, qualcosa che lo teneva vivo e sano, nulla di più. Una cena alla Tour d’Argent non era diversa da una cena nel più umile negozio di pesce fritto: era solo una cena.
Quella non era semplicemente una cena. Era qualcosa di pericoloso e imprevedibile, come la presenza di una donna in abiti succinti nella cella di un monaco che avesse fatto voto di castità.
Posò il cucchiaio. 
Trent’anni prima avrebbe pregato per un altro sorso.

Vent’anni prima sarebbe stato entusiasta di scoprire che il suo senso del gusto non si era definitivamente atrofizzato. 
Dieci anni prima avrebbe potuto prendere questo improvviso risveglio del suo palato come un augurio di cose meravigliose che sarebbero arrivate, cose che aveva desiderato con la caparbietà di un seme a lungo sepolto in cerca dell’insopportabile bellezza di un mondo intriso di luce.

Stasera voleva solo leggere il suo giornale a cena senza essere distratto, anzi profondamente disturbato, da una scodella di zuppa. Ma le sue dita avevano già afferrato nuovamente il cucchiaio per penetrare la superficie della zuppa. La sua mano si alzò, sollevando il cucchiaio alle labbra. Si sentì sporgere in avanti di una frazione di centimetro.
Costrinse il cucchiaio a tornare nella zuppa. Era troppo tardi. Era troppo vecchio, troppo abituato a
essere indifferente ai suoi pasti. Riprese la lettura del giornale, anche se non era più sicuro se leggesse di attentati francesi o delle elezioni americane. 
Dopo una pausa imbarazzata, Prior portò via la zuppa." in: Thomas, Sherry, Tentazioni deliziose, Leggereditore 2011, traduzione di Grazia Biondi, Titolo originale: Delicious, 2008.

Una congiunzione astrale tra libreria e dispensa ha portato sulla tavola della cuoca cialtrona questa inaspettata zuppa; e, anche se non bisogna attendersi che scateni le reazioni descritte nel libro, indubbiamente non può che essere definita deliziosa... 

per due dosi di delizia

2 cetrioli 
1 piccola cipolla (o metà, se più grande, o uno scalogno)
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di dado vegetale
erbe aromatiche (io ho usato origano fresco, ma possono andare bene anche timo, maggiorana, menta...)
acqua qb
sale qb

Tritare la cipolla e metterla a soffriggere nel burro insieme ai cetrioli privati dei semi e tagliati in pezzi. Aggiungere la farina e mescolare bene per circa un minuto prima di aggiungere il dado e tanta acqua quanto basta a coprire i cetrioli. Cuocere fino a quando i cetrioli non saranno diventati morbidi, aggiungere le foglie di origano e passare il tutto con un frullatore a immersione prima di servire. 


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