giovedì 10 settembre 2015

Il segreto del suo successo

Prosciutto cotto di pollo Torihamu senza grassi





Una ricetta che, contrariamente a quanto accade di solito ha una datazione, se non per l'invenzione, almeno per la diffusione, questa del Torihamu, il prosciutto di pollo giapponese.
Era infatti il 2002 quando apparve per la prima volta sul forum di canale 2, questa preparazione che, oggi, conosce un momento di grande diffusione soprattutto nelle diete ipocaloriche. 
Sicuramente però il suo successo non è solo dovuto alla scarsità di grassi e calorie; provare per credere. 
Un difetto? Il tempo di preparazione; bisogna cominciare con tre giorni di anticipo.

Per dieta o per passione

1 petto di pollo intero, tagliato a metà e privato dell'osso centrale
sale qb
erbe aromatiche fresche e secche qb (erbe di provenza, timo, alloro, rosmarino, lavanda, maggiorana, origano...)
spezie qb (curry, sette spezie, saporita...)
miele qb (facoltativo)

Prendere le due parti di petto di pollo, sfregarle bene con il sale e le erbe aromatiche e metterle a marinare ben sigillate e chiuse in un sacchetto di plastica nel frigo.
Lasciare il pollo a marinare per due giorni; io preferisco prepararlo la sera, lasciarlo marinare per due giorni e poi, la sera del terzo giorno procedere con la cottura.
Prendere il pollo, lavarlo, asciugarlo bene e sovrapporre tra di loro le due parti, dopo averle nuovamente spalmate di spezie ed erbe aromatiche; aggiungere all'esterno, volendo, delle erbe aromatiche fresche, prima di avvolgere bene il tutto in carta da forno, legandola strettamente con del filo come se fosse una rolata (non occorre un filo apposito, basta del normale filo da cucito, tanto verrà rimosso dopo la cottura). Avvolgere ancora la rolata così ottenuta per tre volte con tre pezzi di carta di alluminio, in modo da ottenere un involto molto compatto. Mettere quest'ultimo in una pentola con tanta acqua quanta occorre a coprirlo, accendere il fuoco e cuocere fino a che l'acqua non comincia a bollire, calcolando a quel punto sette minuti di cotture prima di spegnere il fuoco. Coprire la pentola con un coperchio e lasciare il prosciutto a raffreddare dentro l'acqua (io lo lascio tutta la notte e lo tolgo il mattino dopo). La carta di alluminio, soprattutto quella esterna, si ossiderà: è normale, è solo a reazione con il sale che impregna la carne.
Questo prosciutto può essere cotto con buon risultato anche nel forno; ovviamente la cottura, in questo caso, sarà più dispendiosa.
Per ulteriori approfondimenti, qui

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