lunedì 18 marzo 2013

Il Papa in tramway

Bagna cauda




Settimana di grandi notizie, che si riassumono in breve in un unico ma cruciale evento: habemus Papam.
La novità non è, ovviamente, che avremo un nuovo Papa; anche se le modalità, questa volta, con il predecessore andato in pensione - e neanche glie la si poteva negare, ad un onesto contadino, dedito alla cura della vigna del Signore - hanno, per forza di causa maggiore, dovuto adattarsi alle nuove esigenze.

La, anzi le, novità sono in questo caso molteplici, in un'escalation degna del Guinness dei primati: il primo Papa extracomunitario, nel senso di proveniente da un continente diverso dall'Europa; il primo a chiamarsi Francesco; il primo dell'ordine dei Gesuiti...e qui una domanda sorge spontanea: ma S.Ignazio di Loyola non sarà arrabbiato, dal momento che non ha scelto il suo, di nome?
Ma soprattutto, il primo Papa a muoversi con i mezzi pubblici: il primo papa in tramway.

Il primo Papa che, come ogni single, del vecchio e del nuovo mondo, si cucina i pasti da solo...
Anche se l'immaginazione va immediatamente al Papa che si cucina un paio di uova al padellino (o un riso in bianco, o le tagliatelle...), pare che il nostro sia comunque un amante della buona cucina, anzi, della buona cucina piemontese, essendo figlio di emigranti provenienti dalla ridente cittadina di Portacomaro d'Asti, nel basso Monferrato, a dieci kilometri da Asti.

In Piemonte, ovviamente, la notizia è stata accolta con il solito aplomb, e anche i parenti, intervistati, hanno dato prova del caratteristico understatement; anche se la notizia è esplosiva, come se il Torino avesse vinto lo scudetto o la FIAT avesse ripreso a produrre le macchine completamente in Italia...

Le informatissime  fonti giornalistiche, oltre a intervistare tutti i parenti che si siano prestati,  hanno ovviamente rivelato anche qual'è il suo piatto preferito: la bagna cauda, il tipico piatto invernale piemontese, che, più degli altri, è sinonimo di convivialità, perché si mangia insieme alla famiglia e agli amici più intimi, attingendo tutti dalla stessa pentola di coccio (il fujot)

E quindi, come non immaginare il nuovo papa, in queste ultime domeniche di freddo, invitare il Papa emerito Martino XVII e i rispettivi segretari, i Monsignori Alfred Xuereb, e Georg Gänswein per una bagna cauda in compagnia?

Per due Papi e due Monsignori


per la salsa

4 teste d'aglio (1 a testa)
200 gr acciughe sotto sale ben lavate
1 litro d'olio
1/2 litro di latte



verdure

cardo gobbo di Nizza Monferrato, tagliato in pezzi di circa 3-4 cm
peperoni al forno o macerati sotto la "graspa" cioè le vinacce residue della pigiatura di vendemmia, tagliati a pezzi; qualcuno intinge i peperoni crudi, ma sono atti di pura barbarie...
topinambour, pelati e tagliati a fettine sottili
foglie di cavolo verza tagliate a pezzetti, in modo da poter essere ripiegate e infilzate nella forchetta
barbabietole rosse tagliate a fettine
patate bollite tagliate a fettine
cipolle bollite, tagliate a spicchi e separate
cuori di sedano, tagliati a spicchi
insalata belga, tagliata a pezzetti


accompagnamento

pane rustico tagliato a fette


Pelare gli spicchi d'aglio e, aiutandosi con un coltello, tagliarli in due per il lungo e togliere l'anima. Mettere gli spicchi così preparati in un pentolino coperti di latte e fari cuocere fino a che non diventano morbidi.
Scolare l'aglio e metterlo in un frullatore insieme alle acciughe ben lavate dal sale. Frullare e mettere la salsa ottenuta nel pentolino di terracotta insieme all'olio. Fare cuocere a fuoco basso, utilizzando una piastra elettrica o l'apposito spargifiamma in modo da non crepare il pentolino, fino a che non comincia a sfrigolare leggermente. 
Portare in tavola e, facendo attenzione a non scottarsi la bocca con i primi bocconi, intingere le verdure preparate come descritto sopra, utilizzando una fetta di pane rustico per accompagnarle verso il piatto. Intingere le verdure fino a che la salsa è calda, poi riscaldarla; volendo si possono usare degli appositi pentolini con un alloggiamento per la candela o un mattone refrattario riscaldato per mantenere calda la salsa anche in tavola.

La bagna cauda è piatto che richiede, come accompagnamento, un vino rosso robusto; un barbera, un nebbiolo o, per il papa, un Grignolino, proveniente dalla frazione Migliandolo di Portacomaro, a suo tempo già prediletto dalla regina Margherita di Savoia.


Qualora ne avanzasse un po' , la bagna cauda è ottima anche scaldata il giorno dopo, e, nell'olio rimanente, si possono anche fare cuocere delle uova.

In qualsiasi caso, è sempre valida questa avvertenza: altamente sconsigliato prendere il tramway, dopo, anche se si è il Papa....

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